mercoledì 23 novembre 2011

Nessuna nuova


Salerno ha un nuovo marchio. Il 22 novembre scorso il noto designer Massimo Vignelli ha presentato il progetto destinato a rappresentare l'immagine della città campana.

Facciamo un gioco: per una volta mi voglio divertire a fare io il professore e a dare i voti a Vignelli, il quale mi auguro sia persona di mondo e di spirito. D'altronde si sa, lo humor è una dote indispensabile per fare questo mestiere.

Allora, vediamo. Il credo di Vignelli è noto a tutti essere questo:

"Mi piace che il design sia semanticamente corretto, sintatticamente coerente, pragmaticamente comprensibile. Visivamente forte, intellettualmente elegante e soprattutto che duri per sempre"
Bello. Mi piace. Andiamo a vedere nel dettaglio come queste cose vengono applicate al marchio di Salerno:

1) Semanticamente corretto: seppur possibile, trovo inappropriato e fuorviante applicare all'ambito dell'immagine un qualcosa appartenente alla disciplina linguistica. VOTO: /

2) Sintatticamente corretto: idem come sopra. VOTO: /

3) Pragmaticamente comprensibile: questi segni grafici dovrebbero essere "evocativi" del mare e del cielo. Secondo il mio modesto parere trovo che lo siano in maniera appena sufficiente e troppo banale per rendere il concetto interessante. VOTO: 6--

4) Visualmente forte: lo è senza dubbio. Bisogna dire, però, che questa è una caratteristica che da sola non basta e che anche le cose brutte possono essere visivamente forti. VOTO: 7

5) Intellettualmente elegante: la staticità di tutto il segno grafico, l'uso delle sfumature e i colori così saturi, sono caratteristiche che si allontanano totalmente dal concetto di eleganza, a mio giudizio. VOTO: 3

6) Che duri per sempre: difficile dirlo oggi. Sinceramente non lo auspico. VOTO: /


Bene, al di là del gioco dei voti, quello che ho imparato nella mia modesta esperienza professionale è che per progettare un marchio occorrono principalmente due cose: una buona idea e un'eccezionale dote di
 sintesi per rappresentarla. Concetti che personalmente trovo totalmente assenti nel marchio della città di Salerno.

Considerando che l'autore è anche colui che ha firmato innumerevoli progetti internazionali, uno su tutti la segnaletica della metropolitana di New York (progetto meraviglioso, non scherziamo) io penso, in tutta onestà, che nel cimentarsi in questo delicato "ritorno in Patria" Vignelli avrebbe potuto impegnarsi maggiormente.

Onestamente fatico ad accettare che ad un personaggio così grande si possano ricondurre progetti che si scommetterebbe essere usciti da una classe di studenti di grafica alle prime armi. Vignelli non me ne voglia, ma Salerno merita di più. L'Italia merita di più, ancora una volta.

Fatico ancora di più ad accettare che quando si diventa famosi si arrivi a progettare manifesti che inneggiano al design - rigorosamente in Helvetica bold, si intende - che sinceramente somigliano molto agli adagi che i nostri anziani nonni solevano pronunciare:


01: "Una vita è troppo breve per fare tutto"
03: "Se sei in grado di progettare una cosa, puoi progettare tutto"

Infine due parole su un altro famoso concetto Vignelliano. Questo:




"La vita di un designer è una vita di lotta contro la bruttezza"

Prima considerazione di carattere formale: la frase così formulata appare molto classista, spietatamente elitaria, eccessivamente populista e dannatamente banale. Concetti che per loro natura sono all'opposto da quello più nobile di design, che reputo invece destinato alle masse e socialmente educativo.

Seconda considerazione di carattere sostanziale: pur riconoscendo l'importanza del fattore estetico in ogni progetto di comunicazione (variabile comunque oggettivamente soggettiva), io credo che la vita di un graphic designer sia prima di tutto soluzione ad un problema di comunicazione.

Massimo Vignelli è indiscutibilmente uno dei maggiori rappresentanti viventi del design a livello internazionale e i suoi progetti si studiano nelle scuole di tutto il mondo. Ma questo nuovo marchio proprio non convince. E personalmente non convincono neanche i "guerrilla-Helvetica-poster" di cui è piena la rete. Se dovessi consigliare uno sfondo desktop, onestamente preferirei scegliere pensieri di personaggi come Munari o Steiner:

fonte: rete  fonte: Kelter 

Probabilmente con questo mio articolo ho perso ogni possibilità di collaborazione professionale con la Vignelli Associates, ammesso che ne abbia mai avute; ma la conoscenza e 
la critica del lavoro altrui fa parte della formazione di ogni progettista.



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